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Triste addio a Bassem Sabry

Ci sono notizie che ti colgono nel mezzo della routine, dandoti un pugno nello stomaco.
Questo è esattamente quello che ho provato oggi quando mi hanno annunciato che @Bassem_Sabry ci ha abbandonato.
Bassem, giornalista, acuto analista, blogger, tweep e attivista, era un giovane coetaneo, un 31enne che da tre anni analizzava con estrema lucidità e onestà intellettuale le contorte vicende dell’Egitto.
Analisi che vi invito a leggere a ritroso, come io ho fatto oggi, per capire fin in fondo quello che sta attraversando il paese per il quale Bassem ha sempre lottato.

Bassem però è stato soprattutto un grande caro amico, uno di quei ragazzi di piazza Tahrir che dal 2010 mi ha preso per mano e mi ha aiutato a conoscere e a caprie l’Egitto. Di lui mi mancheranno, più che i suoi articoli, le analisi fatte insieme davanti a una shisha o a una limontata alla menta.
L’ultima volta che lo vidi a Roma, mi chiese un locale dove poter ballare il tango. Cosa che al Cairo nascondeva.
L’ultima volta che l’ho visto al Cairo, a gennaio, mi ha confessato che al suo funerale avrebbe voluto sentire questa canzone. Ci risi sopra, mai avrei pensato che questo momento sarebbe arrivato così in fretta.

Con l’uscita di scena di Bassem, diventa più fieloce la speranza per quell’Egitto migliore e democratico che lui ha sempre rappresentato, anche andando contro corrente. Svanisce, almeno per ora.
Davanti alla sua tomba si appoggieranno mazzi di fiori carichi di speranza.
Il Cairo, per me, senza di lui sarà diverso.

Nel dolore, lo

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