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Pensieri da Assuan

Uscendo dal Cairo, a volte l’Egitto si comprende di più. Sarà perchè ormai il Cairo è familiare. Sarà perchè è una grande metropoli. Sarà perchè comunque è una realtà urbana sui generis in questo paese.
Così succede che ad Assuan, città sulla prima cataratta del Nilo che è culla di buona parte della ricchezza culturale nazionale, si capisce un po’ meglio dove sta andando quel paese che visto dal Cairo, almeno ultimamente, sembra schizofrenico.
Visto da qui, l’Egitto sembra soprattutto stanco e impaurito. Pieno di sole e di hotel a 5 stelle, ma vuoto di turisti.

Arriveranno, mi dicono i locali, dopo l’elezione di Sisi, il cui volto non appare solo su magliette e catenine, ma anche su patenti fac simile vendute sui banchetti del mercato.
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Locali a parte, ad attirare la ia attenzione è stato un articolo comparso ieri su Al Masry al Youm. Un articolo firmato da Alaa Al Aswani, un intellettuale di cui abbiamo già detto tanto che, per riassumere, si è opposto a Mubarak prima e alla Fratellanza poi, sostenendo pubblicamente i militari. Beh, da qualche settimana Aswani sembra pian pianino tornare sui suoi passi. La settimana scorsa ha detto che l prossime elezioni saranno come quelle tenutesi durante l’epoca mubarakiana e ieri ha paragonato l’ultima decisione del primo ministro alle tradizionali scelte mubarakiane.

Il casus belli è la censura della Malena in salsa egiziana, un film che il premier ha ritirato dai cinema, giudicandolo in contrasto con le buone maniere egiziane. Il caso, che ha fatto un grande scalpore, non è in realtà altro che l’ultima mossa di una censura che dallo scorso luglio è tornata a silenziare media e giornalisti scomodi.

Secondo Aswani, la decisione dell’attuale premier è paragonabile a quelle prese dal vecchio dittatore per tre motivi:
1) è del tutto casuale e random, in quanto non rientra nelle prerogative di un premier controllare i cinema
2) rimette al centro il tema della tutela e della protezione del popolo caro alla retorica di Mubarak
3) distrae l’opinione pubblica da temi – socio economici- più importanti ed urgenti

Questo articolo viene pubblicato, casualmente, nel giorno in cui al Cairo comincia il primo sit non islamista dalla caduta di Mursi. A iniziarlo uno sparuto gruppe di donne, capeggite dalla moglie di Ahmed Douma, attivista in carcere per aver manifestato contro la legge che prevede i tribunali militari.

Chi vuole monitorare la condizione di salute dell’Egitto, dovrebbe iniziare a prendere appunti di questi eventi.

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