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L’Egitto batte se stesso. Ennesimo primato nero

Altro giro, altro primato. Con la sentenza di ieri, il Cairo ha segnato l’ennesimo record mondiale. Superando addirittura se stesso, l’Egitto ha pronunciato la più grande condanna collettiva alla pena capitale degli ultimi decenni. Sono infatti 683 i condannati a morte, 154 in più rispetto a quelli già inseriti in quella lista della morte che il mese scorso aveva fatto schizzare l’Egitto in cima alla classifica.
A pronunciare il verdetto è stata la corte di Minya che ha ritenuto gli imputati –islamisti sostenitori di quel presidente Mohammed Morsi deposto dai militari lo scorso 3 luglio- responsabili del decesso di un poliziotto nel suo governatorato. È qui che la scorsa estate centinaia di sostenitori della Fratellanza Musulmana hanno bruciato chiese, attaccato centrali della polizia e ucciso una settantina di persone, nel corso di manifestazioni di protesta contro le operazioni di smantellamento, il 14 agosto, dei sit-in cairoti pro Morsi nelle quali persero la vita 624 civili e 8 militari. Nella lista dei condannati che sarà inviata per un consulto al gran mufti di Al Azhar, la principale autorità religiosa locale, spicca il nome del Mohammed Badie, la guida suprema della Fratellanza. La sentenza ha anche chiarito che “solo” 37 dei 529 condannati a morte lo scorso marzo finiranno davvero sotto la morsa del boia. Gli altri se la caveranno con l’ergastolo.
Gli eventi di ieri che hanno “profondamente turbato” la Casa Bianca, hanno mostrato che la magistratura egiziana non se la prende solo con la Fratellanza, movimento che da dicembre è confinato nuovamente alla clandestinità, ma anche con i giovani su posizione più laiche protagonisti della rivoluzione contro Hosni Mubarak. Una corte del Cairo ha infatti bandito le attività del 6 Aprile, il movimento più attivo a piazza Tahrir che da mesi manifesta contro i tribunali militari e la legge che cerca di controllare le manifestazioni.

L’articolo continua su Il Messaggero di oggi.
Qui trovate un’analisi più approfondita sulla magistratura egiziana.

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