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A Roma, in bici, per Giulio Regeni

Scriviamo a Ferragosto, ma non a caso.
Cinque anni dopo il massacro, il 14 agosto, di piazza Rabaa Al-Adawya (per chi non si ricordasse questa strage qui i dettagli) e dodici mesi dopo la decisione del governo italiano di rimandare in Egitto il nostro ambasciatore con la missione – ci venne raccontato – di ottenere verità per Giulio Regeni.

Sapevamo sin da subito che Cantini, diplomatico stimato e da sempre attento ai diritti umani, aveva un mandato diverso. E lo sappiamo ancora di più dopo un anno di ripresa delle relazioni bilaterali, 12 mesi scanditi da diversi viaggi di politici italiani lungo il Nilo. Appuntamenti commentati dai nostri media come prova tangente della collaborazione giudiziaria sull’inchiesta.
Nei fatti, quelli non raccontati, non c’è stata nessuna cooperazione da parte dell’Egitto. Un esempio tra tutti: le immagini delle telecamere che avrebbero dovuto riprendere il percorso fatto da Giulio da casa alla metro di Dokki. Le abbiamo aspettate per anni, quelle immagini sovrascritte, e quando sono state consegnate agli inquirenti avevano un buco proprio sul momento del presunto passaggio di Giulio.
Per non parlare di quanto continuano a subire i legali che cercano di aiutare l’avvocato della famiglia Regeni. Proprio oggi c’è stata la seconda udienza di Amal Fahmy, moglie di un legale consultato dai Regeni. Del suo arresto si parla solo sui social media. E a farlo sono soprattutto gli aderenti alla campagna #VeritàperGiulioRegeni.

Tra di loro c’è anche chi si è attivato per percorrere parte del Paese in bicicletta, partendo dal Collegio del Mondo Unito di Duino (Ts), scuola frequentata da Giulio, per arrivare, attraverso un viaggio a tappe, a Roma. Prima tappa sarà Fiumicello, terra natale di Giulio, della sorella Irene e dei genitori Paola e Claudio.
Uno degli obiettivi è quello di arrivare a Roma e consegnare alle maggiori Istituzioni nazionali una lettera della famiglia Regeni, nella quale spiega i risultati raggiunti finora (pochi!) e ciò che sarebbe necessario fare (tanto) per ottenere la verità su ciò che è realmente successo nel gennaio di due anni fa in Egitto.

La società ciclistica FIAB Monfalcone, che organizza l’iniziativa, auspica la maggior partecipazione e visibilità per l’iniziativa al fine di essere numerosi sia alla partenza il giorno 22 settembre sia il giorno dell’arrivo a Roma, il 3 ottobre.

La partecipazione sarà individuale e spontanea da parte di tutti coloro che vorranno aggiungersi ai promotori.
La raccomandazione a tutti i partecipanti è di seguire lo spirito dell’iniziativa che vuole essere apolitica e apartitica e che ha come fine ultimo quello di rilanciare e sostenere la richiesta di “Verità per Giulio Regeni”.

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Ulteriori informazioni/aggiornamenti saranno fornite dalla pagina Facebook “a Roma per Giulio”

Per chi volesse aderire all’iniziativa come associazione/ente, oppure anche come singolo per aiutare nell’organizzazione, può scrivere a ciclostaffettapergiulio@gmail.com

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