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Ci sono immagini che si fa meglio a non commentare perché da sole dicono molto di più di qualsiasi commento. E poi ci sono immagini che ti parlano dentro, ma tanto dentro, pur essendo silenziose. Insomma immagini che per 15 minuti interrompono il tam tam quotidiano e ti forzano a ritagliarti il tempo per sentire e ascoltare  il cuore.

Nella lista di queste immagini, da questa mattina inseriamo questo nuovo graffito comparso in via salaria a Roma, nel mezzo del traffico che porta ai Parioli, esattamente all’ingresso di Villa Ada, sì sì …quella villa Ada che ospita l’ambasciata egiziana. L’immagine di Giulio Regeni che abbraccia Patrick Zaki rassicurandolo … sta lì quasi in disparte, ma la notano in tanti, pur concentrati nella loro routine. 

Chissà quanti tra loro ricordano che la campagna Verità per Giulio Regeni partì proprio da qui, da questo speciale angolo di Roma che oggi sembra tornare un presidio. E chissà quanti, guardandola hanno sentito un brivido lungo la schiena – come accaduto a noi – o un pungo dritto allo stomaco, come mi dicono altri, che lo percepiscono quasi come una bandiera banca… una resa. 

A noi sembra un messaggio di speranza, e colpisce quando Giulio si smarchi da Patrick, quasi a non voler sovrapporre il suo tragico destino a quello ancora incerto, ma per ora decisamente meno tragico, di Patrick.

Laika, l’autrice dell’opera, in una nota, ha spiegato così il significato della frase pronunciata da Regeni: “Serve a rassicurare Patrick, ma soprattutto a mettere davanti alle proprie responsabilità il governo egiziano e la comunità internazionale. Non si può permettere che quanto accaduto a Giulio Regeni e a troppi altri, avvenga di nuovo. Stavolta – prosegue la street artist- deve andare meglio. Mi auguro che questa vicenda vada a finire bene e che Zaky venga liberato il prima possibile. Spero anche che il nostro Paese possa vigilare su quanto sta accadendo, sebbene Zaky non sia un cittadino italiano.”

Sugli interessi italiani, rimando a questo puntuale articolo di Paola Caridi.

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